L'orizzonte degli eventi: il 2021

Cosa c'entra, direte, l’orizzonte degli eventi con il settore delle costruzioni?
In effetti nulla!

Ho azzardato il titolo prendendo in prestito questo concetto della teoria dei buchi neri, che rappresenta il limite oltre il quale nemmeno la luce può più sfuggire alla gravità, per evidenziare che esiste una data, il 2021, a partire dalla quale la realizzazione di un edificio dovrà rispondere a parametri molto restrittivi per cui nulla potrà essere realizzato con le approssimazioni che finora sono state ampiamente tollerate nel settore edilizio. Questa data rappresenterà un anno zero con cui misurarsi. Un punto di non ritorno. Dal 2021, per Legge, tutti i nuovi edifici privati dovranno essere costruiti secondo il concetto nZEB (acronimo di near Zero Energy Building) ossia edifici a consumo energetico vicino allo zero.

Quale direzione stia prendendo il settore delle costruzioni e in quale modo si possa affrontare la sfida è la riflessione che vorrei porre a chi legge.
È ormai incontrovertibile che il mercato delle costruzioni, che segue ovviamente la domanda, si sia notevolmente ridotto in volume privilegiando la qualità.
La richiesta di maggiore qualità non è solamente legata ad una nuova e forte sensibilità verso la qualità del vivere e ad una maggiore attenzione ambientale, ma è anche legata agli obblighi derivanti da una precisa direzione che la normativa ha preso, orientando le politiche energetiche nazionali secondo le richieste degli accordi internazionali.
Quindi da gennaio 2021, in ogni caso, si volterà pagina e di colpo tutto il precedente costruito diventerà obsoleto. Tutto, tranne quegli illuminati casi di costruzioni pensate in anticipo per questo appuntamento. Non è una questione da poco, perchè l’obsolescenza porta con sé un minore appeal commerciale e quindi un decadimento del valore di mercato.

Pertanto, gli edifici nZEB dovranno minimizzare i consumi - in particolare quelli legati al riscaldamento e raffrescamento, alla ventilazione, all’illuminazione e alla produzione di acqua calda sanitaria - ed al contempo garantire la qualità dell’aria interna e la corretta illuminazione naturale, autoproducendo gran parte dell'energia necessaria.

In realtà già oggi la tecnologia consente di raggiungere tali risultati. Da molti anni sono stati sviluppati protocolli costruttivi che consentono non solamente un risparmio energetico considerevole, ma di ottenerlo garantendo standard di comfort mai raggiunti prima.
Risparmiare senza farsi mancare nulla è assolutamente possibile.
La questione da risolvere oggi non è certamente la questione tecnica. E, conti alla mano, non lo è nemmeno la questione economica (le differenze non sono poi così insostenibili e sicuramente recuperabili entro pochi anni).
Eppure ad oggi vedo che ancora si costruisce investendo sulla qualità apparente. Sulla qualità di quello che colpisce l’occhio. Rinunciando spesso alla qualità reale. Alla qualità della parte che non si vede.

È mai possibile che per scegliere un’automobile, ci si preoccupa del consumo di carburante, mentre nel progettare la propria abitazione si presta la massima attenzione prevalentemente alle finiture?
Questo è un approccio datato. Poteva essere accettato fino a qualche anno fa. Ora la costruzione è un oggetto molto complesso che coinvolge molte discipline. Quindi serve cambiare modo di ragionare. Sicuramente si dovrà cambiare mentalità dal 2021. Mettiamoci pure il cuore in pace perchè da questa linea non si potrà fuggire.
C’è bisogno di un committente preparato per affrontare questa sfida già da oggi. Anticipando i tempi. E un cliente illuminato ha bisogno di professionisti e costruttori seri.

L’importante in questa fase, è che deve passare la cultura del fare bene e non del risparmiare a tutti i costi. Quasi sempre infatti, costruire bene significa investire il denaro nel miglior modo. Deve passare il messaggio che costruire bene richiede grande professionalità e non approssimazione.

Il miglior modo per ripulire il mercato da offerte fasulle, è cercare la professionalità.

Purtroppo siamo dentro un vortice in cui ci si informa attraverso Mister Google che viene sostituito troppo spesso al vero professionista. L’approccio “social” è troppo superficiale e fuorviante. Non si può fare una diagnosi di una malattia attraverso ricerche su Google. Si rischia di curare la malattia sbagliata. L’approccio “fai da te” è il vortice dal quale ci si deve liberare.
La professionalità può sembrare un costo superfluo, ma non lo è. È invece il modo più sicuro per non cadere in facili trappole commerciali. Non deve essere percepito come un inutile costo per “ingrassare” professionisti e costruttori.
Perché questo accada, serve formazione! Prima di tutto la formazione del cliente che deve essere messo al corrente della direzione del mercato e deve possedere gli strumenti della conoscenza per decidere nel modo più opportuno. E serve riconoscere che un edificio è ormai un organismo complesso che va governato con competenza.
Dove c’è formazione e conoscenza, non c’è spazio per l’incompetenza.

Per Casa Natura, la continua formazione e il miglioramento delle tecniche costruttive è un impegno importante che merita di essere percepito. In Casa Natura la gestione della multidisciplinarietà avviene con il coordinamento tra professionisti specializzati nei vari settori. Serve però che il cliente sia in grado di apprezzare, che ricerchi la qualità e che la veda come un valore aggiunto.

Anche questa è una importante sfida!